Nepal: perché partire oggi può aiutare

Settembre 2, 20265 Minuti

Nepal: perché partire oggi può aiutare

Totem Advenuture Uno stupa buddista decorato con bandiere di preghiera colorate e grandi occhi si erge maestoso sotto un cielo azzurro, offrendo avventure a chi le cerca, molto simili alle emozionanti esperienze di rafting in Valle d'Aosta. Rafting Kayaking Parapendio Canyoning Valle d’Aosta

Le immagini che arrivano dal Nepal in questi giorni sono terribili.

Il 26 agosto una violentissima piena, causata probabilmente da un GLOF (Glacial Lake Outburst Flood), ha colpito il nord del Paese, lungo il Bhote Koshi e l’alto Trishuli, devastando intere comunità nella zona di Rasuwa e nei distretti vicini. Acqua, fango e detriti hanno distrutto case, strade e ponti. Il numero delle vittime e dei dispersi è ancora in evoluzione e le operazioni di ricerca e soccorso continuano.

Probabilmente ti stai chiedendo: è sicuro andare in Nepal? Ed è giusto partire in un momento come questo?

Non credo esista una risposta valida per tutti. Dipende da dove si va, dalle condizioni del momento e, soprattutto, da come si sceglie di viaggiare.

Il Nepal non è tutto in emergenza

Il disastro ha colpito duramente alcune aree specifiche del Paese. In quelle zone oggi non si va: ci sono operazioni di soccorso in corso, infrastrutture danneggiate e comunità che devono poter affrontare l’emergenza senza interferenze.

Ma il Nepal è un Paese grande e molto diverso da una regione all’altra. Ci sono molte aree che non sono state direttamente coinvolte, dove la vita prosegue e le attività turistiche continuano.

Questo non significa ignorare ciò che è accaduto o far finta che tutto sia normale. Significa semplicemente valutare la situazione zona per zona, verificare le condizioni locali ed essere pronti a modificare itinerari e programmi quando necessario.

Turismo e comunità locali

Andiamo in Nepal da quasi 40 anni, organizzando spedizioni di rafting sui fiumi himalayani.

In tutto questo tempo ho imparato almeno due cose.

La prima è che quello che vediamo sui media racconta spesso, inevitabilmente, la parte più drammatica di ciò che accade.

La seconda è che il turismo, in Nepal, non è qualcosa di marginale: per tantissime persone e famiglie significa lavoro, reddito e possibilità di andare avanti.

Guide, autisti, lodge, ristoranti, portatori, negozi e piccoli operatori dipendono, direttamente o indirettamente, dalla presenza dei viaggiatori.

Dopo una catastrofe è comprensibile che la paura porti a cancellare viaggi anche nelle zone che non sono state colpite. Ma questo può creare un’ulteriore difficoltà per comunità che stanno continuando la loro vita e il loro lavoro.

Totem Advenuture Due bambini sono seduti su una zattera di bambù lungo la riva di un fiume, con le mani giunte in segno di saluto. Questo momento di tranquillità fa presagire che questo sarà l'anno dell'amicizia e dei nuovi inizi. Rafting Kayaking Parapendio Canyoning Valle d’Aosta

Per questo, quando le condizioni di sicurezza lo permettono, continuare a viaggiare può essere anche un modo concreto per sostenere l’economia locale.

Questo però non significa che partire sia, di per sé, un gesto di solidarietà. E soprattutto non può diventare una giustificazione per andare ovunque.

Nelle zone colpite servono soccorritori, organizzazioni e professionisti coordinati dalle autorità e da chi conosce il territorio. Un viaggiatore deve rispettare questi spazi e non interferire mai con le operazioni di emergenza.

Prima di tutto, sicurezza e rispetto

Per quanto ci riguarda, continueremo a seguire attentamente l’evoluzione della situazione.

Non porteremo un gruppo in un’area che non riteniamo sicura. Se sarà necessario cambiare un percorso, lo cambieremo. Se dovremo rinunciare a una zona, lo faremo.

La sicurezza viene prima di qualsiasi programma.

Allo stesso tempo, non credo sia giusto considerare automaticamente tutto il Nepal come una destinazione da evitare.

Dietro ogni nostra spedizione ci sono persone con cui lavoriamo da anni: guide, autisti, famiglie e piccoli operatori locali. Continuare a lavorare con loro, quando possiamo farlo in sicurezza, significa anche continuare a sostenere quella rete di persone.

Il Nepal è ferito, ma non tutto il Nepal è fermo.

Chi decide di partire oggi deve probabilmente farlo con qualche attenzione in più: informarsi, essere disposto a cambiare programma, rispettare le zone colpite e, quando possibile, scegliere servizi e operatori locali.

Non si tratta di partire per salvare il Nepal.

Si tratta, più semplicemente, di non abbandonarlo per paura, quando esistono le condizioni per continuare a viaggiare in modo sicuro e responsabile.

Con rispetto, prudenza e consapevolezza.